I vantaggi di aderire ad CER

In questi anni, è diventata ormai conoscenza comune che il settore elettrico sia uno degli ambiti fondamentali in cui attivare il processo di transizione energetica per la progressiva riduzione delle emissioni di CO2  sul cambiamento climatico.

In tal senso, nel contesto del cosiddetto European Green Deal, la Commissione Europea nel 2021 ha istituito il pacchetto di misure chiamato Fit-for-55, per raggiungere l’obiettivo di contenere le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030.  Gli obiettivi sono l’aumento della quota dei consumi elettrici coperti con la produzione rinnovabile (dal 36% al 65%), l’incremento della capacità installata degli impianti eolici (passando dagli attuali 11,3 GW a 28,1 GW).

Diviene inoltre necessario che i CONSUMATORI ADATTINO LE PROPRIE ABITUDINI DI CONSUMO AI TEMPI DELLA PRODUZIONE, o comunque alle esigenze della rete e l’accumulo di energia (con batterie ad esempio). In questa accezione si parla di FLESSIBILITA’ DELLA DOMANDA DI ENERGIA.

L’impatto della transizione energetica sul sistema elettrico

Per spiegarlo, dobbiamo fare una riflessione su quello che è successo in questi anni dal punto di vista della produzione elettrica. A livello di sistema elettrico nazionale, l’aumento della quota di domanda soddisfatta da fonti rinnovabili si riflette in una progressiva riduzione della capacità di produzione termoelettrica (per semplificare la tecnologia di produzione elettrica da carbone). Conseguentemente, il sistema elettrico risente di una maggiore aleatorietà della produzione elettrica, data la non programmabilità delle fonti rinnovabili e quindi richiede maggiori margini di riserva di energia ‘producibile’ per far fronte alle necessità di gestione. La forma della Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è stata riconosciuta a livello europeo come una aggregazione che, grazie al coinvolgimento dei singoli consumatori, può aiutare a sfruttare localmente la produzione di energia proveniente dal territorio. 

La CER è un soggetto giuridico autonomo il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri azionisti o membri o alle aree locali in cui opera.

Dal punto di vista del sistema elettrico, la diffusione delle CER porterà a una riduzione dei flussi di energia nella rete, con conseguente riduzione delle inefficienze e quindi dei costi.  La posta in gioco in questa operazione è alta: attraverso queste aggregazioni stiamo cercando di ristrutturare in modo profondo il mercato dell’energia, coniugando le esigenze della rete con quelle della transizione ecologica e coinvolgendo i consumatori in modo molto più diretto e consapevole

In una CER l’energia elettrica rinnovabile viene condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, connessi alla medesima cabina primaria, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica, che rende possibile la condivisione virtuale di tale energia.

Far parte di una CER vuol dire scegliere il proprio territorio

Entrare in una CER non significa solo risparmiare in bolletta, ma partecipare a un modello di sviluppo locale, inclusivo e sostenibile.  È un modo concreto per – ridurre la dipendenza da fonti fossili – valorizzare risorse locali (come tetti inutilizzati) – trasformare l’energia in bene comune.

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