EMISSION TRADING SYSTEM (ETS)
Il sistema di scambio di quote di emissioni “EU ETS” rappresenta lo strumento chiave istituito dall’Unione Europea per contrastare il cambiamento climatico.
Il Sistema è stato introdotto nella legislazione europea dalla direttiva 2003/87/CE con lo scopo di ridurre le emissioni di gas a effetto a serra nei principali settori industriali, nel settore marittimo e dell’aviazione (a questi settori ci si riferisce comunemente con il termine “ETS 1”).
ETS 1
L’EU ETS si basa sul principio di un tetto alle emissioni di gas effetto serra (cap). Questo limite viene espresso ogni anno come permessi di emissione (quote),
ogni quota dà diritto a emettere una tonnellata di CO₂ equivalente. Poi c’è il mercato del carbonio UE, dove le quote possono essere compravendute (trade).
Per cui gli operatori soggetti ad ETS sono tenuti a monitorare e comunicare le proprie emissioni ogni anno e restituire quote sufficienti a coprirle interamente.
ETS 2
In base alla legge europea sul clima del 30 giugno 2021, i Paesi membri dell’Unione Europea si sono impegnati a conseguire la neutralità climatica entro il 2050.
In coerenza con questo obiettivo, la nuova direttiva ETS ha esteso il campo di applicazione ai settori dell’edilizia, del trasporto stradale e ulteriori settori indicati nell’allegato I-bis del D.Lgs 47/2020 e s.m.i. che recepisce nell’ordinamento italiano la normativa ETS.
Anche le emissioni prodotte nei settori ricompresi nell’ambito di applicazione dell’ETS 2 devono essere monitorate, comunicate alle autorità competenti e compensate con un analogo quantitativo di quote.
Sebbene l’ETS2 non coinvolga direttamente i cittadini, il costo delle quote acquistate dai fornitori sarà quasi certamente trasferito sui consumatori finali, comportando un aumento dei costi per il riscaldamento e i carburanti. L’obiettivo è incentivare l’adozione di tecnologie a basse emissioni.
A partire dall’anno 2027, stante la necessità di compensare le emissioni prodotte con l’annullamento di quote, Coloro che immettono al consumo combustibile (solidi, liquidi e gassosi) trasferiranno i costi delle accise sui clienti finali responsabili delle emissioni mediante l’applicazione di specifici corrispettivi in bolletta
